La più potente medicina

Disse la vecchia guaritrice dell’anima:
Non fa male la schiena, fa male il carico.
Non fanno male gli occhi, fa male l’ingiustizia.
Non fa male la testa, fanno male i pensieri.
Non fa male la gola, fa male quello che non si esprime o si esprime con rabbia.
Non fa male lo stomaco, fa male quello che l’anima non digerisce.
Non fa male il fegato, fa male la rabbia.
Non fa male il cuore, fa male l’amore.
Ed è proprio lui,
L’amore stesso,
Che contiene la più potente medicina.

Ada Luz Marquez

Fiducia

Eravamo a letto, volevo avere qualcosa di te che non aveva mai avuto nessuno. Non la solita cosa, non il corpo. E allora ho iniziato a guardarti negli occhi, e tu eri lì, in silenzio. Io dopo un po’ ti ho chiesto se avessi voglia di parlarmi di te, ma non nel modo in cui eri abituata a fare, io volevo sapere davvero di te. “Parlami di quelle cose che non dici a nessuno”, ti ho chiesto. E tu mi hai sorriso, poi, sempre senza dire una parola, ti sei girata, di spalle, di fianco, e mi hai tirato a te. Ti ho abbracciata da dietro, e siamo rimasti tutta la notte svegli, così, senza parlare. C’erano i nostri respiri, c’erano le nostre vite. E io ho avuto quello che volevo, quello che non aveva mai avuto nessuno: la tua fiducia.

Roberto Emanuelli

Mi piaci quando taci

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
 
Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.
 
Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.
 
Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
 
Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.
 
Pablo Neruda
 

Stavo pensando a te – Fabri Fibra

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

 

Che figata andare al mare quando gli altri lavorano

Che figata fumare in spiaggia con i draghi che volano

Che figata non avere orari né doveri o pensieri

Che figata tornare tardi con nessuno che chiede “dov’eri?”

Che figata quando a casa scrivo

Quando poi svuoto il frigo

Che fastidio sentirti dire “sei pigro”

Sei infantile, sei piccolo

Che fastidio guardarti mentre vado a picco

Se vuoi te lo ridico

Che fastidio parlarti, vorrei stare zitto

Tanto ormai hai capito

Che fastidio le frasi del tipo

“Questo cielo mi sembra dipinto”

Le lasagne scaldate nel micro

Che da solo mi sento cattivo

Vado a letto, ma cazzo è mattina

Parlo troppo, non ho più saliva

Promettevo di portarti via

Quando l’auto nemmeno partiva

 

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto lasciarci

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto incontrarci

 

Bella gente, qui bello il posto

Faccio una foto, sì, ma non la posto

Cosa volete, vino bianco o rosso?

Quante ragazze, frate, colpo grosso

Non bere troppo che diventi un mostro

Me lo ripeto tipo ogni secondo

Eppure questo drink è già il secondo

Ripenso a quella sera senza condom

Prendo da bere, ma non prendo sonno

C’è questo pezzo in sottofondo

Lei che mi dice “voglio darti il mondo”

Ecco perché mi gira tutto intorno

Mentre si muove io ci vado sotto

Ma dalla fretta arrivo presto, troppo

E sul momento non me ne ero accorto

E poi nemmeno credo di esser pronto

E poi nemmeno penso d’esser sobrio

E poi un figlio non lo voglio proprio

E poi a te nemmeno ti conosco

Cercavo solo un po’ di vino rosso

Però alla fine, vedi, è tutto apposto

Si vede che non era il nostro corso

Si dice “tutto fumo e niente arrosto”

Però il profumo mi è rimasto addosso

 

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto lasciarci

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto incontrarci

 

Mi guardo allo specchio e penso

Forse dovrei dimagrire

Il tempo che passa lento

Anche se non siamo in Brasile

Mi copro perché è già inverno

E non mi va mai di partire

In queste parole mi perdo

Ti volevo soltanto dire

 

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto lasciarci

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto incontrarci

Writer(s): FABRIZIO TARDUCCI, Mario Fracchiolla, MASSIMILIANO DAGANIStavo pensando a te Lyrics powered by musixmatch