Messaggio di Aquila Bianca

Questo momento che l’umanità sta attraversando, può essere visto come un portale o come un buco. La decisione di cadere nel buco o di passare attraverso il portale dipende da te. Se ti angusti per il problema e consumi notizie 24 ore al giorno, con poca energia, sempre nervoso, con pessimismo, cadrai nel buco.Ma se cogli l’occasione per guardarti, ripensare la vita e la morte, prenderti cura di te e degli altri, attraverserai il portale. Prenditi cura della tua casa, del tuo corpo, non perdere la dimensione spirituale di questa crisi, diventa come l’aquila che dell’altro vede tutto e vede più ampiamente.C’è una domanda sociale in questa crisi, ma anche una spirituale. Attraverso la gioia si resiste.Abbi fede, sei stato preparato a superare questa crisi. Quando passerà la tempesta, sarai molto importante nella ricostruzione di questo nuovo mondo, devi stare bene ed essere forte. Per questo cerca di mantenere una vibrazione alta, felice e luminosa.Nello sciamanesimo esiste un rito di passaggio chiamato ricerca della visione, trascorri qualche giorno da solo nella foresta, senza acqua, senza cibo, senza protezione. Quando attraverso questo portale ottieni una nuova visione del mondo, è perché hai affrontato le tue paure, le tue difficoltà.Approfitta di questo tempo per esercitare la tua visione e cercare i tuoi rituali. Questo è quello che puoi fare: serenità nella tempesta.Stabilisci una routine per incontrare il sacro ogni giorno, le cose buone emanano ciò che emani, ora è la cosa più importante. Canta, danza resisti attraverso l’arte, la gioia, la fede e l’amore.

(Messaggio di Aquila bianca, indigeno della tribù amerinda Hopi)

https://www.facebook.com/andrea.nicola.7/posts/4961881483836875

Un importante tempo di Silenzio. Cosa accadrà “dopo”? – di Andrea Bellavite

Il silenzio domina queste giornate di coprifuoco. Il nemico invisibile ha travolto lo scorrere delle nostre esistenze, negandoci ogni semplice libertà individuale, incontrarci, andare a vedere un film o uno spettacolo teatrale, spostarci da una zona all’altra, oltrepassare un confine. Il bombardamento mediatico impedisce di pensare a qualunque cosa non sia il coronavirus, si salva in parte chi non ha il televisore o non sa nuotare nel mare dei social network. Invece la Vita continua, in certe parti del mondo neppure si sa cosa sia un virus, la malaria uccide ogni anno decine di milioni di esseri umani e nessuno si gira indietro, in altri luoghi la tempesta è già passata e si pensa a una difficile ricostruzione. L’Italia è invece in piena bufera e si spera che questa reclusione di massa porti il risultato atteso, la guarigione di chi è ammalato e la fine di questo incubo.
Cosa accadrà dopo? E’ importante porsi questa domanda, perché un “dopo” di sicuro ci sarà e potrà essere caratterizzato da un nuovo tempo di umanità oppure dall’onda lunga di quella disumanità non del tutto cancellata neppure in questi giorni drammatici dai toni della destra xenofoba e razzista. Si potranno raccogliere i frutti maturi della reclusione forzata, un ritmo di vita più naturale, una maggior attenzione alle relazioni e all’approfondimento culturale, l’ammirazione per l’abnegazione di chi rischia la vita per curare chi soffre, la percezione di una fratellanza planetaria, senza confini, la solidarietà con chi ha in questo frangente ha perso tutto e dovrà essere aiutato a ricominciare, il desiderio di accogliere e curare i nostri simili, da qualunque parte provengano, l’indignazione per l’ingiustizia, incredibile quando si lotta insieme contro una catastrofe della Natura, un’aria più pulita, un sistema sanitario più ricco di potenzialità ed efficiente.Oppure si asseconderanno terribili guerre tra poveri, mettendoci gli uni contro gli altri, accampando inesistenti privilegi di casta o primati derivati dalle appartenenze nazionali, mentre i signori della guerra e del potere economico si fregheranno le mani lucrando senza vergogna sul dolore del mondo.
A noi la scelta, forse questo momento di silenzio e di attesa non ci è dato per rimanere incollati alle ultime news, ma per cominciare a preparare una vera e propria nonviolenta rivoluzione. Dalle crisi si è sempre usciti malissimo (vedi I guerra mondiale e crollo delle borse del 1929) o benissimo (si veda, per rimanere al caso Italia, gli eventi successivi alla Liberazione dal fascismo e alla fine della guerra, con la nascita della Repubblica, la Costituzione, la Dichiarazione universale de Diritti della Persona e il periodo di relativa pace e benessere che ne è seguito). Insomma, non buttiamo via tempo, leggiamo, prepariamoci, studiamo, confrontiamoci, poniamo le basi per edificare insieme una nuova umanità.

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